martedì 25 luglio 2017

Esseri troppo avanti...

Quando nel 2013 Paolo Bernini, allora neoeletto deputato del M5S, parlò dei microchip sottopelle, stampa e buona parte del web politically correct (nel 2013 non eravamo ancora all'hate speech), lo misero in ridicolo indicandolo quale tipico esemplare dei 5S che sdoganavano il cospirazionismo in Parlamento.

Gliene dissero di ogni, a lui e a chi per lui, per questi microchip.

Eppure, negli ultimi mesi, le notizie sui microchip impiantati sotto pelle da aziende e singoli in Svezia, in America e nel ricco mondo, sono quotidiane o quasi.
Si vantano i benefici offerti dalla tecnologia Rfid come di quel passo avanti verso l'integrazione uomo-macchina che dovrebbe, ça va sans dir, migliorare la nostra sempre più idiotizzata esistenza senza che a nessuno, di quelli che allora ridicolizzarono il Bernini, sia ancora venuto in mente che forse al Deputato 5S gli si dovrebbero almeno delle scuse.

E' null'altro che il tragico destino di chi è troppo avanti rispetto alla media, quello d'esser deriso.
E forse, a ben vedere, l'essere troppo avanti, è quel genere di tragedia che fa campare con difficoltà persone che hanno il solo torto di coltivare curiosità e senso di appartenenza.

Come ha ben descritto Robert M. Pirsig in Lila, le comunità degli esseri umani tendono a coltivare una Qualità Statica, ad attenersi cioè a uno schema fisso (di leggi, di pensieri, di comportamenti, ecc.), una volta raggiunta quell'omogeneità che consente una buona convivenza nella comunità stessa senza subire troppi turbamenti in caso di lievi fuori standard correggibili.
Solo che la vita è movimento, nulla sta fermo nemmeno se ti inchiodi i piedi per terra.
Ed è' anzi proprio delle società statiche, cioè delle comunità che hanno raggiunto un certo equilibrio e benessere sociale, il produrre eccezioni, cioè il veder nascere esseri umani più curiosi e intellettualmente più dinamici rispetto agli standard raggiunti.
A questo servono le società statiche: a consentire l'emergere di elementi dinamici il cui scopo, grazie alla loro natura curiosa e maggiormente intuitiva, è far intravvedere una nuova possibilità là dove ancora non esiste, così che raggiunto uno stadio di benessere ci si possa avventurare tutti verso il successivo.
Per salvaguardere se stessa, invece, la società statica tende ad espellere ogni elemento che crei turbamento allo standard raggiunto. 
Arriva al punto di standardizzare ogni eccezione, così da non dover mai mettere il naso fuori dal proprio recinto.
A differenza di quello che succede nelle comunità tribali, dove il dinamico viene espulso come corpo estraneo, così da non turbare lo standard, ma viene a essere il santone del villaggio, lo stregone da consultare che vive sì, appartato per via della sua stranezza, ma recuperato come parte della comunità ogni volta che qualche nuovo pericolo (malattie, guerre, ecc) minaccia la comunità. 
Nelle odierne società statiche invece, chi esprime pensieri non ortodossi, cioè non già pensati e condivisi uguali dall'intera comunità, viene "incluso" (non siamo razzisti) ma stigmatizzato con il ridicolo, con l'accentuazione del dettaglio per il tutto (i calzini azzurri che diventano giudizio sull'operato del giudice del Csm Raimondo Mesiano) o paternalisticamente invitato a correggersi.

Nel villaggio globale odierno, quello dove tutti possono essere tutto e perciò nessuno può esprimere idee proprie (o riportare notizie troppo avanti), pena il rischio di essere ormai, a soli 5 anni di distanza dai microchip del Bernini, perfino perseguibile per reato d'odio al solo dire cose diverse dalle fuffonate ufficiali, oggi di microchip si può parlare ma a una sola ed esclusiva condizione: che se ne elenchino i vantaggi, l'utilità e le comodità. 
Utile per pagamenti senza carte e senza contanti, aperture porte aziendali e timbri cartellini. Se ne può parlare ma solo magnificandone i pregi quale strumento che consente di eliminare password e cartelle sanitarie, di attraversare senza fermarsi qualunque portone tecnologicamente blindato e di far partire la lavatrice o il condizionatore già un'ora prima di arrivare a quel portone.
Guai a suggerire però che quel chicco di riso sia perfino peggio dell'infilarsi volontariamente un paio di manette o una cavigliera elettronica pur non avendo commesso alcun reato.
Non ancora, comunque; perché, e qui mi sa che vado a superare il prode Bernini del 2013, non è lontano il giorno in cui il chicco di riso consentirà alle squadre del precrimine di arrestarci per aver captato una variazione delle nostre pulsazioni collegate a un'immagine nella nostra mente registrata dal microchip proprio mentre, litigando con l'inquilino del piano di sotto, per un secondo abbiamo accarezzato l'idea di mandarlo a fanculo.
Cose che, in tempi di hate speech, non solo non si fanno, ma nemmeno si devono pensare, se non si vuole rischiare di trovarsi con un genocidio sotto casa ogni due per tre.
Di qui la necessità di istituire The

Fa brutto ed è politicamente razzista avercela con un'inquilino che ti innaffia la biancheria stesa. 
Grazie alla precrimine, e a un buon microchip sottopelle, tutti i buoni di cuore saliranno insieme in cielo per sedere alla destra del Padre.
Destra, non Sinistra.
Giusti col giusto cuore si nasce, e questo impegna a far proseliti o campi di rieducazione, sempre lì lo statico al potere va a parare.
Ci si consoli che l'Inferno è lì sotto e aspetta tutti i troppo avanti dinamici che parlano di microchip 5 anni prima che sia lecito parlarne o pensano a voce alta cose tipo ma cosa si mangia questa per essere così incazzata quando parla d'odio.
I supposti odiatori, non sono né pochi né scemi.
E sanno fiutare con largo anticipo la puzza di gulag che sale dal fondo.

16 commenti:

  1. l'hate speech ha un " compito da assolvere " , a te pare bastare l'interpretazione ortodossa .( l'ortodossia non ha bisogno di pensiero )
    la comunicazione a mezzo radio frequenze ( chip RFID ) esiste da mooolto tempo , é già in uso ,la "fondazione Bodoni " ne ha scritto abbondantemente ben prima del 2013 . (tra l'altro, é fatto "obbligo" a tutti gli esercenti informare la propria clientela , con l'uso di appositi cartelli ,dell'esistenza di trasmettitori a radio frequenze , anche se sono solo passivi ...passivi/attivi ,discorso lunghetto...anche perché gli RFID , si attivano comunicando anche con gli ultimi tipi di RFID presenti sulle carte di credito compreso le carte in uso per raccogliere i " punti sconto " ed il tutto é captabile da 50 metri con apposita apparecchiatura ...)
    RFID sono tutt'ora annegati all'interno dei tappi in silicone delle bottiglie di vino , altri sono "visibilissimi" sotto innocue etichette ...alcuni , e qui mi fermo , riescono a comunicare al tuo PC che la cartuccia della tua stampante é scarica ...e non solo .
    Non preoccupartene , é una tecnologia ...scarsa , sono radio frequenze .
    p.s. se proprio tu volessi essere sicura che nessuno ti fotta i dati del tuo bancomat o della tua carta di credito approfittando che tutto si attiva quando paghi la spesa al supermarket...

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    1. Sinceramente curiosa di saperne di più, se ripassi ti invito, se ti va, ad ampliare il tuo commento...
      Dati e bancomat: diciamo che non mi preoccupo per ciò che non posso evitare, tranne provare ad essere accorta: zero carte fedeltà, bancomat in uso solo per pochissime necessarie operazioni, pochi dati personali nel computer e nello smartphone, cui è ormai quasi impossibile rinunciare.
      So che nessuno ha più segreti, nemmeno io.
      Quel che trovo curioso è la volonterosa collaborazione a farsi interfaccia della macchina senza voler mai considerare l'altro lato della medaglia sul fronte riservatezza. Mi perplime cioè l'entusiasmo degli aspiranti cyborg, per me già alieni...Come si fa a non considerare il gulag implicito nel controllo da remoto financo delle tue emozioni?
      Barriere difensive su questo fronte ormai scricchiolanti, basterà un leggera spallata e nulla sarà più umano, tutto sarà robotico, modificabile, controllabile, direzionabile.
      Insomma, rimane la domanda delle domande: dov?è nell'umano la sede della coscienza? Nel cervello controllabile? Nel cuore sostituibile? Nel fegato trapiantabile? Dove finisce l'umano e dove inizia il cyborg?

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  2. la fondazione Ugo bordoni nel 2006 pubblica " RFID tecnologie per l'innovazione "
    interessante per capirne il funzionamento " fondazione Bordoni RFID fondamenti di una tecnologia silenziosamente pervasiva"

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  3. garanteprivacy.it 9 marzo 2005 , all'epoca Rodotà aveva già scritto dell'impiego sottocutaneo...

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    1. dal 2005 al 2013 di Paolo Bernini trascorrono 8 anni
      dal 2005 al 2017 di rossland ...12 anni
      complimenti per gli "esseri avanti"

      non prendertela se scherzo un pochetto...

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    2. grazie per l'invito ad approfondire , l'argomento é palloso , troppi tecnicismi , comunque volendo puoi leggerti quello che poco più in alto ti ho indicato.


      7,21

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    3. a me affascina parlare con chi non conosco affatto

      7,21

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    4. dal 2005 al 2017 di rossland ...12 anni

      Tzsk!
      Il fatto che ne scriva oggi non significa che non ne abbia mai sentito parlare fino a oggi o non ne abbia già scritto in passato.
      Magari non ne so quanto te (quindi grazie per le segnalazioni), ma che quel che ne so non mi allarmi per la prima volta è certo. Credo perfino prima di Bernini, per dire...
      Rossland in ogni caso esiste "solo" dal 2011, spero quindi mi vorrai fare un piccolo sconto fedeltà sull'ignoranza (vera e incontestabile) che mi addebiti...

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    5. vedi Ross , quel che c'é di ridicolo é
      che tutti s'appellino alla privacy manco fossero i custodi di chissà quali segreti, quasi come se il mondo intero non aspettasse altro di scoprire tizio che si fa le seghe su internet e Caio che si veste da donna .


      Ross qual'é la paura ?

      7'21




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    6. Paura? No, ovvove...
      Se non hai niente da nascondere non c'è niente che valga la pena spiare. Tranne che ogni cosa che fai, dici, compri, commenti, ascolti, vedi...dici di te moltissime cose su cosa pensi e quali impulsi all'acquisto ti muovono.
      Quindi spiare chi non ha nulla da nascondere è predatorio: non è un problema di "sicurezza", dato che sanno bene se sei o meno un delinquente; è un problema di rispetto della tua sfera più intima, quella così intima da non avere alcuna visibilità eppure decidere quasi ogni cosa che sei.
      E che puoi diventare, perché chi conosce la tua anima segreta ti preda allo scopo di manipolare perfino il tuo desiderio di piangere o di ridere.
      Certo che se dentro hai un buco vuoto il problema in effetti non si pone: che t'importa? Tanto nemmeno pensi, figuriamoci se sogni di tuo senza il suggeritore occulto di sogni...

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  4. mha , riguardo alla sfera più intima ,non credo di aver compreso cosa intendi o come credi che questa possa essere effettivamente documentata e documentabile attraverso il solo mezzo tecnologico, credo che se ne potrebbe percepire forse solo una piccola parte , sempre che tu non creda il contrario ed allora si che ci sarebbe un bel buco , e bada che ho scritto percepire e non altro.
    la privacy e la sua tutela ha un solo fondamento ed é quello commerciale , ora , tralasciando tutte le spiegazioni e le tecniche attuali relative ai protocolli di comunicazione , ti basti sapere che gli scambi di comunicazione,e non solo, sono visibili in chiaro da chi può poterseli pagare ,ed é solo per poterne trarre vantaggi commerciali , cosa di cui , é evidente , non si parla affatto.

    dietro la privacy c'é il commercio di cui non si parla preferendo spacciarla come "tutela" dei privati , non é così , e non é così non perché intendo far valere le mie opinioni...non voglio tediarti spiegando come avvengono gli scambi di informazione oggi .
    sulla capacità di pensare , di chiunque compreso mia , ci si potrebbe davvero scrivere molto indipendentemente dalla capacità di un sistema informatico di dedurne le intenzionalità , ma é un altra storia.
    riguardo ai manipolatori, occulti o meno che siano, pare abbiano un solo interesse ed é il profitto, il resto , il resto di immaginabile intendo ,credo sia materiale per registi, é filmografia .


    7'29


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  5. Eh no Ross, adesso basta! Dico davvero: basta con le coincidenze.
    Stanotte, quando ancora non avevo letto questo tuo post, mi sono inoltrata, complice il caldo e il magnifico chiaro di luna, nella lettura di questo articolo scovato su libreidee:

    http://www.libreidee.org/2017/08/barnard-e-in-arrivo-linferno-saremo-tech-gleba-prigionieri/.

    Comunque è servito: qualche brivido, anche in mancanza (ostinata!) di neve, me l'ha regalato.

    Ciao cara Ross, come sempre buona settimana e buon tutto!
    marilù

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    1. P. Barnard è talmente avanti da essere ormai messianico. Come vado convincendomi da tempo, dovremmo avere maggior rispetto di quelli che la folla definisce pazzi (spesso Barnard è fra questi). L'unica colpa di molti pazzi è di vedere oltre la coltre fumosa del presente, una lucidità (e curiosità) che è sconosciuta ai più.
      Il pezzo che mi segnali l'ho letto anch'io qualche giorno fa su CdC. Nel frattempo, ti segnalo qui sotto un video, tutto italiano, del 2012 (se non ricordo male), che illustra lo stesso futuro visto dalla parte delle corporations dell'IT (so che hai qualche difficoltà a vedere i video, ma se ne hai modo, lo consiglio perché davvero inquietante nell'esposizione degli obiettivi che si pongono):
      https://www.youtube.com/watch?v=mRDjCfygiNs

      Ieri però ho letto su un inserto di Repubblica (Robinson) un interessante pezzo sullo sviluppo delle diverse strutture "sociali" di piante e animali (fra cui l'uomo): una piramidale (mondo animale umano), l'altra orizzontale e sviluppantesi per nodi, molto simile alla struttura della rete (web).
      Purtroppo non ho link, perché Robinson è cartaceo (non so se vengano riportati i contenuti online a distanza di giorni dall'uscita del quotidiano in edicola, ma ho trovato questa recensione di un suo testo, che trovo estremamente affascinante per la visione suggestiva che proietta: che siano le piante la nostra salvezza lo penso da sempre, ora mi vado convincendo che conoscere e imitare il loro modo di garantirsi una lussuriosa soppravivenza potrebbe salvarci dalla tech-gleba che avanza a passo di marcia.
      Temo solo che sia forse troppo tardi per tutto...

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    2. Ho ...bevuto d'un fiato la bellissima recensione del libro di Mancuso (di suo molto invitante). Grazie!
      Appena avrò un po' di tempo in più, mi guarderò con attenzione anche il video (per mia fortuna, tutto in italiano :--)) che mi hai segnalato.
      Devo dire che le osservazioni e profonde riflessioni di Mancuso danno anche una poderosa spallata alla concezione, tutta antropocentrica, di evoluzione delle specie che, da Darwin in poi, abbiamo adottato.

      Decisamente molto molto interessante; grazie ancora!
      marilù

      P.S.: Una versione apocalittica del "giudizio" delle piante su di noi, presunti esseri superiori, è presentata con acume e ironia dal film di Manoy Night Shyamalan, che si intitola "E venne il giorno". Forse riesci a recuperare in rete anche quello; vale la pena, credimi, per gustarsene la visione. Sempre che tu non lo conosca già. Un abbraccio.

      P.p.s.: questa nuova prospettiva...vegetale conferisce anche tutto un altro sapore all'adorazione della croce (della nuda croce, senza l'amabile e divino Crocefisso confittovi sopra) che la Chiesa cattolica chiama i fedeli a fare nella giornata del venerdì santo.

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    3. Incuriosita dalla segnalazione sono andata prima su MyMovies a leggerne la recensione e ora, dato che ciò che ne ho letto mi piace molto, l'ho gà scovato su youtube.
      Prevedo visione al più tardi in serata.
      Vedi che qui c'é uno scambio di "grazie"?
      Un salutone.

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  6. 2045.com

    elettronic immortal corporation

    team@immortal.me

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