venerdì 28 aprile 2017

...there will become a day...




"...there will become a day when we will have to ask all women to wear a headscarf..."
(verrà sarà un giorno in cui dovremo chiedere a tutte le donne di indossare un foulard/hijab)

Basterà uno come questo?
O dovremo coprire completamente i diabolici capelli con uno di questi, con apposita cacioletta aderente sotto al velo così che nemmeno il vento più triestino possa farne uscire per sbaglio uno vendicativo?

E quanto dista il "foulard" dal robe noir qui sotto?


Quando sento un uomo (tanto più se un capo di stato) parlare di cosa deve o non deve indossare una donna (sempre, anche quando parla di Chanel e tacchi a spillo, non solo quando parla di veli islamici), so che ho di fronte un nemico di tutto ciò che sono.
Posso reggerlo finché riesco a tenerlo a distanza di sicurezza dal mio guardaroba, ma se si permettesse di sbirciare nel mio armadio prenderei un fucile.
Anche un AK 47 potrebbe andare bene.
Se proprio a quel tempo sarò in miseria, anche una mazza da baseball o una ginocchiata dove non batte il sole, so che andranno abbastanza bene.

(il senso del discorso del Presidente austriaco è che, per senso di solidarietà e per contrastare la montante islamofobia, toccherà ai governi occidentali chiedere un giorno a tutte le donne occidentali di indossare l'hijab. Con la stessa logica solidaristica, si potrebbe anche chiedere a tutti i maschi di alzare il culo al cielo 5 volte al giorno, sbattendo più volte la fronte per terra e salmodiando qualche gorgheggio. Poi non si lamentino però se, mentre loro salmodiano con il culo all'aria, le velate occidentali ne approfitteranno per quanche amorevole calcio sulle maschie terga, ad anticipo solidaristico di ogni e qualunque burqa passato, presente e futuro).

31 commenti:

  1. Veramente a sembra che siano piuttosto i musulmani a temere l'abbigliamento femminile occidentale.
    Vedasi i vari casi di ragazze uccise o minacciate dai loro famigliari perché non volevano portare l'hijab.
    La vera minaccia è il contrario di ciò di cui blatera il presidente austriaco.........

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    1. Il solo fatto che a esporla sia un capo di stato europeo fa tutta la differenza.
      Vero che certi mussulmani diventano isterici (e spesso omicidi) se le loro donne vestono all'occidentale, ma è vero anche che sempre più occidentali adottano il velo e l'islam volontariamente.
      E questo la dice lunga su come stia cambiando la percezione di sé delle donne in occidente: pare che sottomettersi (Islam = Sottomissione) sia per molte donne qualcosa cui ambire, come se riconoscessero la propria identità solo quando dominate da un uomo che dice loro cosa essere, come essere, per chi essere qualcosa.
      Prova evidente che non riconoscono a se stesse alcun valore. E in questo clima, ho pochi dubbi sul fatto che le future giovani donne indosseranno il velo e che saranno pronte a votare una legge in tal senso, se dovesse essere presentata.
      Poi, sia chiaro: credo chiunque possa indossare ciò che più le aggrada, fosse anche il burqa, se una lo considera giusto per lei.
      Ma nessun capo di stato (né nessun uomo) ha il diritto di ventilare il velo come un dovere per le donne.
      Mai. Nessuno.

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  2. a me sembra

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  3. il senso del discorso del Presidente austriaco è che, per senso di solidarietà e per contrastare la montante islamofobia, toccherà ai governi occidentali chiedere un giorno a tutte le donne occidentali di indossare l'hijab. Con la stessa logica solidaristica, si potrebbe anche chiedere a tutti i...
    lavoratori di rinunciare ai diritti conquistati con decenni di lotte; o ai cittadini di rinunciare allo stato sociale conquistato dopo decenni di lotte...
    La condizione della donna è il segnale più forte ed evidente della "buona salute" di una società democratica e civile.

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    1. La condizione della donna è il segnale più forte ed evidente della "buona salute" di una società democratica e civile

      Esatto, concordo su tutta la linea.
      Oggi pensavo che non solo la condizione della donna è segno della buona salute di una società civile, ma anche (per quanto a volte più difficile da intuire), ma pure la condizione degli animali, della natura, della cultura.
      E' un processo lento e inesorabile, al punto che ci si abitua a ritenere normale e accettabile tutto il contorno.
      Poi entrano nel vivo della carne e nel sensibile dell'anima.
      Pieghi la donna e i maschi, sedotti dall'idea della loro riconosciuta (apparente e falsa) superiorità, saranno piegati e pronti a trasformarsi in carnefici delle proprie donne, pur di servire un'idea che li tenga appena uno scalino sopra.
      Sopra gli animali, sopra il veerde in cambio di pratico cemento, sopra le donne in cambio di un esercizio di facile potere dentro le mura domestiche.
      E' una catena di montaggio della schiavitù rodata efficacemente proprio in Egitto, in Afghanistan, in Irak, in Libia, ecc.
      Paesi che fino a pochi anni fa vedevano le donne sorridenti e senza velo per le strade e nelle scuole; e che la diffusione dell'Islam più arcaico e anti-storico ha riportato dentro a burqa, niqab e, quando sono buoni, hijab.
      Non sono veli, sono mannaie...

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    2. Cconcordo pienamente.
      La preoccupazione più grande è che è in atto... un processo lento e inesorabile, al punto che ci si abitua a ritenere normale e accettabile tutto il contorno.

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  4. In Afghanistan le donne erano maltrattate anche dai signori della guerra tanto cari a certo Occidente, compreso il fin troppo lodato Massud.
    Però arrivano i Talebani, e tutto il male ricade su di loro.
    Una società eccessivamente individualista è una società condannata alla disgregazione per solitudine derivante dai "diritti" di questo o quel gruppo.
    La cosiddetta "liberazione" della donna, ha comportato e comporta costi pesanti in questa bella civiltà occidentale.....

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    1. In Afghanistan le donne erano maltrattate anche dai signori della guerra tanto cari a certo Occidente, compreso il fin troppo lodato Massud.

      Mi riferivo all'Afghanistan prima dei talebani e di Massud, cioè all' Afghanistan di fine anni '70, prima dell'invasione russa cui fece seguito quella americana e dei talebani, come da link.

      La cosiddetta "liberazione" della donna, ha comportato e comporta costi pesanti in questa bella civiltà occidentale...

      Per chi? Per lei?
      Se la libertà di pensiero, movimento, azione e cultura della donna è un costo, si figuri quale è stato il costo che hanno pagato le donne come tributo al dominio della grettezza mentale maschile.
      Quando leggo pensieri come il suo, ho la certezza di dovermi ancora sudare ogni centimetro di libertà, cui non rinuncerò mai, costi quel che costi...

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    2. Certe "libertà" portano solo ad una solitudine alienante e disgregante.
      Un terreno in cui è più facile farsi sedurre dalle sirene musulmane.
      Anche se, personalmente tutto questo "pericolo" islamico non ce lo vedo, e le paure sono reciproche.
      Chi teme di perdere le proprie libertà, ha come controparte chi teme di perdere la propria fede.

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    3. ...Chi teme di perdere le proprie libertà, ha come controparte chi teme di perdere la propria fede.

      Le cito Jiddu Krishnamurti, il quale dice, e io con lui:"La libertà implica la totale rinunzia e il rifiuto di ogni autorità psicologica interiore.
      Insomma, non è possibile intendersi se parlando di libertà lei mi cita come controparte di questa un "perdere la propria fede".
      Manca un salto quantico, uno scatto del pensiero, un aver compreso che ci sono cose che stanno ltre la logica binaria delle contrapposizioni, utili solo a dominare la mente, e quindi utili al potere.
      Non riconosco nessun potere, tranne quello reale della povertà che piega per fame le ginocchia accanendosi sulla carne per piegare lo spirito.
      Andiamo avanti...

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  5. Inoltre, sempre che sia vero questo "pericolo" islamico incombente su un occidente che ha facilmente perso la memoria sulle sue responsabilità, bisognerebbe chiedersi come mai c'è gente attratta dall'Islam.
    Evidentemente l'individualismo esasperato dalla "liberazione" sessuale, presenta anche il rovescio di una medaglia di un vuoto esistenziale a cui non riesce a dare delle risposte sempre soddisfacenti.....

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    1. ...l'individualismo esasperato dalla "liberazione" sessuale, presenta anche il rovescio di una medaglia di un vuoto esistenziale

      Non è facile gestire la propria libertà vivendo in un mondo che continua a sbeffeggiarla usandola per promuovere auto, profumi o crackers salutistici.
      Il problema non è la libertà della donna, ben lungi dall'essere realizzata, ma la continua minaccia psicologica e moralistica contro ogni espressione della natura femminile.
      Le "risposte soddisfacenti" si trovano ognuna per sé e richiedono forza interiore e consapevolezza di sé, cose non facili in una società che costringe all'esasperata competitività e alla lotta per la mera sopravvivenza.
      Anche in questo dovrebbe vedere che, l'aver perduto tutti, uomini e donne, l'indipendenza che è tale solo se è inpidendenza economica, lo stato di una donna è specchio di una società civile, come scriveva poco sopra Berica.
      Ridotti di nuovo tutti alla povertà, lei pare non trovar di meglio che vedere nella libertà delle donne il problema, evitando a piè pari di affrontare così quei responsabili veri che sono molto più difficili da attaccare e svillaneggiare delle donne.
      Insomma, quando c'é da fare a pugni, il codardo sceglie sempre di esibire i muscoli con la preda più facile, così da sembrare al confronto più forte di quel che in realtà è.
      Ci faccia un pensierino, mediti su queste sue posizioni, cerchoi di capire perché le è difficile vedere il collegamento fra la povertà dilagante e la sua vera causa...

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    2. La crescente povertà si dovrebbe affrontare insieme, e invece ognuno si trincera nei suoi veri o presunti "diritti", tirando in ballo le lotte dei lavoratori e accomunandole a quello sfascia-società.

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    3. ...invece ognuno si trincera nei suoi veri o presunti "diritti", tirando in ballo le lotte dei lavoratori e accomunandole a quello sfascia-società

      La fame e la miseria, nella tragedia odierna, sono il risultato di un esperimento riuscitissimo del classico Dīvĭdĕ et īmpĕrā. Ci hanno atomizzati a forza di smantellamenti, di terziario e servizi (inutili, per lo più).
      Così oggi la fame e la miseria sono una battaglia solitaria, non ci si può fare nulla.
      E i tentativi, che ci sono, di fare gruppo, di approcciare alcune battaglie in comune, sono comunque su temi altri, importantissimi ma non alla portata di chi è già alla fame e alla miseria.
      Intendo: puoi fare le lotte a difesa del etrritorio, o del diritto alla casa, o per il NoTav, ecc, ma non sei per mangiare devi ogni giorno metterti in coda alla mensa o sei coscritto nei lavori socialmente utili per portare a casa una scodella di minestra al veleno.
      Ci hanno già spezzati, possiamo solo crollare.
      Facciamolo con dignità e senza gettarci addosso colpe l'un l'altro: so per certo che ognuno fa del suo meglio, se è nelle condizioni di poterlo fare...

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  6. "si figuri quale è stato il costo che hanno pagato le donne come tributo al dominio della grettezza mentale maschile."

    Veramente donne che hanno comandato ci sono sempre state e ci sono anche nelle società maschiliste e patriarcali.
    Un carattere volitivo e portato al comando su maschi e femmine, non viene certo meno per via di un velo.
    L'errore che si fa, a mio parere, è confondere diritti (e i doveri?) e libertà con i centimetri di stoffa portati dalle donne.
    Se questo filtro venisse meno, ci accorgeremmo di una realtà sempre presente nelle società umane: e cioé che, se ci sono donne che subiscono, ce ne sono altrettante che fanno subire.
    A maschi e femmine.
    E parlo sapendo ciò che dico, in quanto una parte della mia famiglia era a base matriarcale con donne terribili che facevano tremare maschi e femmine.....

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    1. ...in quanto una parte della mia famiglia era a base matriarcale con donne terribili che facevano tremare maschi e femmine.
      Ho rispetto per il suo dolore, e sono ben consapevole dei danni che possono provocare certe donne mascolinizzate per una malintesa necessità di sopravvivenza.
      Davvero.
      Esistono sì, donne con cipiglio maschile che fanno (e hanno fatto) spesso altrettanto male di certa cultura mascile.
      Ma proprio l'eliminazione dei veli, porta allo scoperto queste contraddizioni umane.
      Che sono sia di uomini che di donne, concordo.
      Miglioriamoci, cerchiamo in noi stessi il lato più nobile e difendiamolo dalla brutalità, dovunque si annidi.
      Forse è questa una delle cose buone portate dalla libertà delle donne (per quel poco): nessun uomo oggi è costretto a rimangiarsi le òacrome fin da bambino per dimostrare di essere un uomo. E la possibilità di confrontarsi alla pari con una donna può aiutare a capirsi, e se non a capirsi, almeno a evitare di scontrarsi.
      Perché, com'é naturale che sia, non è mai solo questione di uomo o donna, a volte è questione di cultura, natura, carattere, capacità di mediazione e buon senso.
      Abbandoni il rancora per il male che le hanno fatto le sue donne, viva senza dare più a quel dolore nessun peso: è passato, lasci che sia e vada avanti cercando di fare della sua vita qualcosa di bello per sé. Alla fine, solo questo conta: cosa facciamo noi della nostra vita, non ciò che ne hanno fatto gli altri.

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    2. ...òacrome
      Lacrime...

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  7. "Insomma, non è possibile intendersi se parlando di libertà lei mi cita come controparte di questa un "perdere la propria fede"."

    Infatti sono linguaggi differenti e evidentemente contrapposti, per cui è normale che non ci si possa intendere.
    E quindi abbiamo le due paure contrapposte: quella di chi teme di peredere le proprie libertà individualistiche e chi la propria fede in Dio.

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    1. Si ripassi quanto citato da Krishnamurti, temo le sfugga il senso...

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    2. "anonimo delle 5.55 : non vi intendete per la seguente ragione , e sembra che lei ne sia un una portatore/trice sano/a "

      dato per scontato che un’idea concettuale condivisa(significato) , qualora debba essere mediata da un artefatto scritto o fonetico( significante) , questo debba essere corrispondente all’idea concettuale comune( significato) , diventa importante conoscere l’idea condivisa (significato)per evitare di produrre espressioni ( significante) che non corrispondano al significato( idea concettuale comune ) .sono certo che le idee espresse abbiano struttura e quindi contengano valore solo se soddisfano una duplice corrispondenza : quella tra l’idea concettuale ( significato)e la sua espressione (il significante) .
      p.s. lei mischia volontariamente le idee concettuali espresse con l'uso delle parole : dio paura individualismo e fede ,senza tener conto che la loro coesistenza , cosi come da lei espressa , è impossibile . questo si ! rende impossibile l'intendersi , perché quello che lei usa non è definibile come "linguaggio" ....manca di struttura.

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    3. ????????????????????????????????????????????

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  8. Non lo conosco.

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    1. http://www.jkrishnamurti.org/it/krishnamurti-teachings/view-video/the-real-revolution--1.php

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  9. Spero dinon essere censurato, ma lo spazio è il Suo...
    Le incollo quanto ho trovato in rete. Penso che sia ridicola la sua impostazione. Deduco che per Lei è la totalità dei musulmani ad essere cattiva, retrograda, e metta quanto preferisce tanto gli epiteti non Le mancano. Però, devo dire che al netto di Sue altre scritture piacevoli, talvolta pare omettere la riflessione e sembra abbandonarsi ad stupide ottusità alimentate solo dall'odio. Non coglie Lei la contraddizione di parlare amorevolmente di indu, dimentica dell'orribile sistema delle caste, e del fatto che anche le donne indu si coprono il capo sempre ed il volto, se necessario. Quindi, è forse un problema di colori e motivi dei veli? ma tant'è. Passo ad incollare.

    In nome dell’altissimo, il misericordioso, il compassionevole,

    Kitaab Al-Fitan (Libro delle Tribolazioni), scritto da Al-Mirwazi (insegnante di Al-Bukhari).

    Ali bin Abi Talib (RA) ha detto:
    Ho sentito il Profeta (SLAW) dire:
    "Se vedi le bandiere nere, resta a casa (non farti coinvolgere), non muovere le mani o i piedi (non prendere iniziative e aspetta). Dal popolo si leveranno coloro che sono insignificanti, deboli (nella loro fede) e non hanno alcuna capacità (conoscenza della fede), i loro cuori sono come blocchi di ferro (gli sono sconosciuti pietà e misericordia). Sono le persone dello stato (letteralmente dice "la gente dello stato = Ashab al-Dawla"; trad. di stato islamico: IS = al-Dawla al Islamiyya), non mantengono una promessa data o un trattato concordato. Loro si chiamano la gente della verità, ma non appartengono alla gente della verità. I loro nomi (كنى Kunaa) sono soprannomi come Abu questo e quello, e i loro ultimi nomi (قرى Quraa) sono i nomi di posti (città: al-Halabi= da Aleppo, al bagdadi = da Bagdad; o nazioni: al britani = il britannico, al masri = l’egiziano, al magrhebi = il marocchino, etc…), i loro capelli sono lunghi come capelli delle donne. (Lasciateli) fino a che si combattono tra di loro, allora Dio (AS) porterà la verità a chi vuole.. "

    Mondo cane...

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    1. Precisazione: Non sono religioso anche se sono battezzato, non sono comunista/socialista, e men che meno appartengo o "tifo" per la nuova sinistra, sono 15 anni che non esprimo preferenze e mi limito ad annullare la scheda, cosa che dovrebbe essere fatta anche dalle moltitudini che non si sentono rappresentati, ma che continuano ad esprimere la "preferenza" per affezione, senza analizzare la realtà, nè più nè meno come per il tifo della squadra di calcio preferita.

      Mondo cane...

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    2. @Mondo Cane

      1. bisogna impegnarsi molto per avere l'onore di essere da me censurati

      2. il post fa riferimento ad affermazioni di un capo di stato europeo il quale pubblicamente, quindi nel pieno della propria autorità pubblica, ventila la possibilità in futuro di chiedere a tutte le donne occidentali, di indossare il velo, nessun riferimento nei miei testi lei troverà mai contro l'Islam né contro consuetudini e tradizioni mussulmane

      3. raramente scrivo cose inerenti all'induismo, più spesso di buddhismo, e per lo più di buddhismo tibetano. Cultura quest'ultima che non solo non impone veli alle donne, ma che esistono in Tibet minoranze etniche (I Moso) presso le quali non esiste la figura del marito e la discendenza è matrilineare.Comunque, dopo l'invasione cinese degli anni '50, nemmeno il buddhismo tibetano è più quello delle origini, e me ne dispiaccio molto.

      4. so quanto sia noioso seguire il flusso dei commenti, però spesso sono utili a comprendere meglio, grazie al contributo dei commentatori, quello che è il mio pensiero. Ad esempio, se avesse letto con attenzione il mio primo commento sotto al post, ne avrebbe ricavato alcune precisazioni che (forse) l'avrebbero trattenuta dall'accusarmi di "odio", cosa che davvero mi ferisce perché so di non meritare.
      Nel mio commento scrivo infatti:
      1. certi mussulmani , ben consapevole che, come succede in ogni gruppo di fedeli di tutte le religioni, sono spesso certi isterismi individuali a far travisare il valore profondo dei testi sacri, e che personale è la responsabilità di questi travisamenti, non certo addebitabili in toto a un credo in sé

      2. sia chiaro: credo chiunque possa indossare ciò che più le aggrada, fosse anche il burqa, se una lo considera giusto per lei.

      Riepilogando, a meno che lei non riconosca a me lo stesso diritto che riconosce a se stesso di avere opinioni proprie e quindi, nel rispetto di chiunque, il diritto ad esprimerle, mi permetta di respingere al mittente l'adderbito di esser io a dedurre che è la totalità dei mussulmani ad essere cattiva, retrograda,ecc.
      Non l'ho scritto, non lo penso.

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  10. Vede, io raramente leggo i commenti, non per pigrizia ma perché tra troll e imbecilli vari, spesso è impossibile seguirene i fili. Alla fine, però, cosa ha più importanza il post o i commenti? Credo il post, e a quello rispondo. Ammetto che sarebbe meglio leggere anche i commenti, alle volte servono al blogger per aggiustare il tiro. Lei mi accusa di averla tacciata di odio, ma permetta che le riporti le sue parole e di dica Lei come devo io interpretarle: "Con la stessa logica solidaristica, si potrebbe anche chiedere a tutti i maschi di alzare il culo al cielo 5 volte al giorno, sbattendo più volte la fronte per terra e salmodiando qualche gorgheggio. Poi non si lamentino però se, mentre loro salmodiano con il culo all'aria, le velate occidentali ne approfitteranno per quanche amorevole calcio sulle maschie terga, ad anticipo solidaristico di ogni e qualunque burqa passato, presente e futuro".

    A me non paiono parole di chi rispetta il prossimo. Sbaglio? Forse, ma non credo che mettere due parole per dire che ognuno ha la libertà di vestirsi come vuole, poi autorizzi a vomitare addosso improperi vari.
    Io la chiamo ipocrisia.
    Di cosa parlava il post? Dell'austriaco fuori di zucca e della sua proposta (che a me pare tanto di presa per i fondelli, per assurdo è come se un politico dicesse di aver trovato la soluzione per debellare certi reati, depenalizzandoli), cosa centrano le pedate in culo a chi prega? O nè fà una questione di parole, terga o culo, l'invito è lo stesso, non le pare?
    Anche se talvolta non sono d'accordo con Lei, alcune analisi le trovo ben centrate, e continuerò a leggerla.

    Mondo cane...

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    1. Ho capito: lei si è identificato con i maschi occidentali ai, per la legge del contrappasso, sollecitavo (nel caso si imponesse alle donne occidentali di indossare l'hijab<, mi divertirei a rifilare più che giustificati calci nel deretano all'aria perché costretti da un'imposizione di legge (non dimentichi che stiamo sempre ragionando su ipotesi fantasiose di là da venire).
      E nell'identificarsi, non gradisce.
      Qui non c'entra molto il fatto che gli occidentali alzino il culo al cielo, quanto piuttosto che se dovessimo arrivare a quel punto, vorrà dire che i maschi occidentali sono disposti a barattare il proprio culo in cambio di una donna sottomessa, zittita e velata.
      E secondo lei, se arrivassimo a quel punto, dovrei scusarmi per aver scritto che li prenderei a calci in culo?
      A lei sembra odio (ipotetico e fantasioso, me lo passi)?
      E io che mi sentivo perfino generosa: succedesse, come chiudo nel post, prima di arrendermi stia sicuro che passerei all'artiglieria pesante.
      Senza odio, che ruba energie, ma per mero istinto di sopravvivenza...

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    2. A poco serve cercare di accusare me o dire che io mi identifico con cose spiacevoli (tattica assorbita dai neoliberisti, per sminuire le tesi contro), proprio non ha capito di cosa io parli.

      Vede, Lei dice, ipotetico, fantasioso, ipotesi fantasiose etc... per alleggerirsi, ma la violenza ostentata è tangile e del presente. Se dovessi rispondere secondo la Sua tesi, dovrei dire che Lei è una fascista dato che, a quanto pare, ritiene che il parlare di dare calci sia assimilabile alla battuta di spirito. Ma credo che Lei è fascista quanto io sono maschilista. Io penso che certa retorica andrebbe ostentata il meno possibile, vede, mentre Lei si abbandona a fantasie violente su ipotetiche imposizioni (queste sì, che sono, ipotetiche e fantasiose) da altre parti, e non ipoteticamente, e guarda caso dove le donne portano il velo, sono uccise persone di ogni etè e sesso a centinaia di migliaia.
      Ma da quanto leggo, Lei, della mancanza di rispetto, sembra farne la nota ditintiva quando non gradisce l'obiezione.

      Mondo cane...

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    3. ...proprio non ha capito di cosa io parli...la violenza ostentata è tangile e del presente...Lei è una fascista...Lei si abbandona a fantasie violente...Lei, della mancanza di rispetto, sembra farne la nota ditintiva...dove le donne portano il velo, sono uccise persone di ogni etè e sesso a centinaia di migliaia

      L'ultima dovrebbe,avesse il buon senso di leggere ciò che scrive, farla tacere su ogni questione che riguardi le donne, l'Islam, e pure sul mio supposto fascimo (termine che non ha per me più altro significato che tentare un'offesa che mi rimbalza, come si dice a Roma...)
      La mia disponibilità a questa partita fra sordi termina qui...

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    4. Vede offese dove non ce ne sono, per tanto La invito a fare lo stesso, rilegga quanto ho scritto. Fascista le rimbalza? Bene, ma io non ho detto che Lei è una fascista, anzi. A questo punto mi viene il dubbio che quello che a Lei interessa è solo avere ragione, con ogni mezzo, e visto il copia incolla qua sopra, anche con la manipolazione. Cosa, nel rileggere quanto ho scritto, dovrebbe farmi tacere? Scrivere etè e non età? Questo invalida tutto quello che dico? Si riferisce alle uccisioni? A già, sono i cattivi islamici a uccidere tutta questa gente. Allora, secondo la Sua logica, i comunisti, al tempo delle brigate rosse, erano tutti terroristi, e via così a Dx e a Sx. Sarebbe una analisi pressapochista, asfittica ed infantile, e non credo che Lei sia così. A questo punto la ritengo solo vanitosa, e per i vanitosi, è più importante fare bella figura, che dire cose sensate.

      Mondo cane...

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