venerdì 25 settembre 2015

The Show Must Go On

 Leggo dal sito di Maurizio Blondet, al post Deutsche Requiem:
Ricordate i cittadini tedeschi che festanti salutavano i profughi nelle stazioni, distribuendo loro cibo e vestiario, spinti da una irrefrenabile generosità?
Ebbene: a quanto pare erano manifestanti pagati. Fra i minjob aperti ai poco produttivi, infatti, c’è anche questo. Il dimostrante a paga oraria.

Karl Richter, consigliere municipale di Monaco, ha denunciato gli strani annunci postati nei giorni del grande afflusso da un’agenzia di lavoro interinale austriaca «Easystaff human & ressources GmbH »: questa cercava gente per distribuire alimentari nelle stazioni. Paga: 10 euro l’ora. Pausa non pagata:1 ora”.
Un’altra agenzia tedesca, la Erento, noleggia apertamente manifestanti per qualunque causa a 10 e 30 euro l’ora. L’associazione sindacale dei medici tedeschi (KVB) ne ha noleggiati 173  nel 2006, per mandarli davanti al parlamento a protestare contro la riforma sanitaria in discussione allora. Costo, lieve: 5 mila euro in tutto. Un medico tedesco ha meglio da fare che andare di persona in piazza, guadagna di più, e risparmia tutto.
Mi correggo: ho detto che i manifestanti sono noleggiabili per qualunque causa? No. La Erento non affitta i suoi dimostranti per “manifestazioni xenofobe e razziste”.
(ah ahahh ah...a parte stabilire chi è cosa, chi ci garantisce cosa nel mondo del fuffa-show?)
 
M'è tornato in mente che quella di "noleggiare" a ore personale per inscenare manifestazioni pro o contro qualcosa, non è nuova: in Italia se ne parlava ai tempi delle manifestazioni pro Berlusconi:
"...aspiranti figuranti per la grande manifestazione del Popolo della libertà in Piazza del Popolo. Stesse facce e stesso obiettivo: soldi per arrotondare. Pochi, a dir la verità: interpretare il ruolo di fan di Silvio per due ore di fronte al palco vale solo 10 euro. Lo racconta il quotidiano La Repubblica.
Stupisce?
No.
Siamo ormai quel mondo in cui il posto di lavoro si vince giocando alla lotteria di una sagra paesana e tutti giù a spelarsi le mani per il buon cuore dell'imprenditore che l'ha messo in palio.
Tutto è show, tutto è gioco, tutto si può vincere o perdere in base a parametri che sempre più somigliano alle regole del vecchio gioco dell'oca.
Sei simpatico e sei disposto a lavorare anche gratis? Avanti di due caselle. 
Sei un testardo vecchio stampo che pretende di essere retribuito per il proprio lavoro e di veder rispettati gli orari  stabiliti perché hai anche una tua vita personale? Torni alla casella di partenza e salti un giro. 
In questa logica in cui conta più la rappresentazione che la realtà, anche assoldare un figurante per pochi euro l'ora  per inscenare gioiose accoglienze ai migranti è una sorta di gioco a premi (vinci qualche ora di lavoro retribuito), proprio come lo è invitare gratis i pensionati al minimo all'Expo in agosto per far salire il numero di ingressi o utilizzare gli immigrati ospiti della cooperativa locale perché si rendano utili, divertendosi ché altrimenti si annoiano, alla festa dell'Unità.
E guai a parlare di sfruttamento o raggiro a scopo di mero profitto perché ti saltano alla gola, gli sceneggiatori professionisti che temono gli si rovini lo spettacolo con ragionamenti vecchio stampo. Loro offrono opportunità e provvedono a riempirti la giornata da disoccupato, altrimenti vuota e quindi a rischio depressione.
Insomma, lo fanno perché sono generosi, mica perché vogliono lucrare profitto o vantare alle telecamere un'audience ricca di simpatizzanti e sostenitori.
La selezione avviene infatti in base a parametri molto simili a quelli con cui si selezionano i figuranti per una trasmissione tv e, meglio ancora, come si reclutano le comparse da impiegare nella lavorazione di un film o di uno spot pubblicitario.
Basta barbosi idealisti e noiosissime discussioni sui massimi sistemi: per mangiare basta avere il physique du rôle, adattarsi alla parte prevista in commedia, sorridere e sopportare con grazia ogni schiaffone previsto dal programma.

Non sorridete, non è  Scherzi a parte, è il Nuovo Mondo 2.0...

3 commenti:

  1. anche a costo di morire di fame non accetterei mai una cosa del genere

    LA MIA DIGNITA' NON HA PREZZO

    giusto per confermare la tesi dell'articolo, alle passate elezioni ho visto gente votare un tizio qualsiasi solo perché questi dava focacce gratis al panificio vicino al seggio elettorale...

    chi è causa del suo mal

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    1. Il dramma è che chi si presta al gioco spesso non lo fa nemmeno per fame, ma solo perché non arriva più in là della reazione pavloviana del compiacere chiunque gli prometta qualsiasi cosa, fosse anche un selfie post focaccia elettorale. Malati da imitazione del protagonismo TV, si prestano a fare i supporter di B per 5€ l'ora tanto per fare qualcosa di cui poi andar fieri su Facebook o, nel caso dei pensionati che sopperiscono alle defezioni dei volontari expo, si raccontano di farlo per essere utili al paese senza considerare che il loro volontariato impedisce vere contrattazioni a chi quel lavoro sa farlo e però vuol essere pagato per quel che vale, non graziato dai like sui social.
      Essere parte dello show impedisce a questa massa di imbecilli di andare appena un pelo più in là della loro vanità di superficie.
      E questo ormai è pervasivo, è diventato normale al punto che anormale è la critica e la condanna senza appello di questa nuova demenza collettiva...

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    2. idiozia a parte, ritengo che molti di loro sono consapevoli di ci che fanno o dicono però non avendo determinate conoscenze o abbastanza forza d'animo non sono in grado di uscire dal gregge.

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