mercoledì 21 settembre 2016

La percezione di sé è tutto

Due attività accomunano i mortali: mangiare e...defecare.

Per capire l'attuale valutazione economica delle due inevitabili attività, due episodi di cronaca che illustrano in pillole l'evoluzione della fuffa a pagamento come metro di misura dell'universo:

1. Mangiare: riporta il FQ online "...il vice sindaco e assessore all’Educazione del Comune di Milano Anna Scavuzzo dice: "...nessuno a Milano può pretendere di consumare un qualsiasi pasto portato da casa all’interno dei locali adibiti alla refezione scolastica"
I "locali adibiti alla referezione scolastica", secondo l'assessore, sono quindi un'area destinata in esclusiva al consumo di pasti a pagamento.
Chi mangia cibo portato da casa è pertanto un bambino di serie B; quello invece che consuma i pasti a pagamento (con accesso esclusivo al refettorio), è bambino di serie A.
Il cibo, di cui nessun umano può fare senza, è (come ogni altra cosa) fonte di discriminazione sociale perché economica: chi paga va coccolato e valorizzato (essendo un portatore di valore economico); chi non paga va pubblicamente isolato, così da subire una punizione sociale.

2. Sgarbi racconta in questa pagina una sua disavventura mentre era in volo con la Swiss Air: avendo necessità di un bagno, ha osato (senza sapere di violare un territorio di cacca riservato) infilarsi nel primo bagno vicino al posto nel corridoio dove sedeva.
Non è riuscito a star tranquillo nemmeno lì: due steward gli hanno bussato ripetutamente la porta chiedendogli di uscire (anche braghe in mano, purché subito).
Uscito, gli indicano bellicosamente il bagno che spetta ai clienti che viaggiano, come lui, in economy: distante dal bagno per cacca d'élite una trentina di file da dove lui sedeva.
Cacca di seria A e cacca di serie B, sintetizza con l'abituale ironia Sgarbi.

Più che stupirsi, verrebbe da consigliare alla Swiss Air di far installare sui propri aerei dei WC d'oro di Cattelan, riservati in esclusiva alla business class: insomma, almeno una cacca di lusso nel Wc di lusso.
(Però al Guggenheim, dove il manufatto di Cattelan è esposto, pare si faccia la fila per farla lì a gratis, a parte l'obolo dell'ingresso al museo).
All'assessore di Milano che contesta l'uso del refettorio comune per il consumo dei pasti portati da casa dei bambini, consiglierei invece la suddivisione del refettorio in una zona A e una zona B: educherebbe i bambini a comprendere non solo come il denaro compri un buon posto a tavola, ma anche che chi non mangia la tua stessa sbobba è un pidocchio che va isolato.

Insomma, anche mangiando o defecando si impara un mondo attuale che sa di antico.
E' tempo di tornare a punire chi osa mangiare o cagare senza pagare.
Non perché chi paga abbia per forza diritto a un servizio migliore, come è sempre stato: refettorio e bagno sono oggi pressoché uguali sia per gli umani A che per gli umani B: stessi WC, stessi banchi e sedie.
Però a chi paga (o paga di più, come nel caso dei voli aerei), si regala con un racconto l' impalpabile percezione di essere un umano molto speciale, il che aumenta la stima per la propria cacca: il cervello non distingue la fuffa dalla realtà oggettiva, se non gliela spieghi.
Per il popolo del Pokemon Go e delle start-up, è il come ci si percepisce la sola cosa che conti.
La realtà oggettiva va sfumando per lasciare il posto alla realtà del racconto.
Che è reale come lo è un racconto, ma è anche immaginario in quanto racconto.
Ma i racconti, si sa, non sono colpevoli di nulla.   
Purché si paghino. 

venerdì 16 settembre 2016

Lunedì, 19 settembre...

12. Nous sommes déterminés à remédier aux causes profondes des déplacements massifs de réfugiés et de migrants, notamment en intensifiant les efforts de prévention précoce des situations de crise grâce à la diplomatie préventive. Nous nous attaquerons également à ces causes par la prévention et le règlement pacifique des différends, le renforcement de la coordination des efforts d’aide humanitaire, de développement et de consolidation de la paix, la promotion de l’état de droit aux niveaux national et international, et la protection des droits de l’homme. De même, nous nous emploierons à faire face aux déplacements causés par la pauvreté, l’instabilité, la marginalisation et l’exclusion et l’absence de développement et de perspectives économiques, eu égard en particulier aux populations les plus vulnérables. Nous collaborerons avec les pays d’origine afin de renforcer leurs capacités.

(12. Siamo determinati ad affrontare alla radice le cause dello spostamento massiccio di rifugiati e migranti, specialmente intensificando gli sforzi di prevenzione precoce delle crisi attraverso la diplomazia preventiva. Affronteremo parimenti le cause attraverso la prevenzione e la soluzione pacifica delle controversie, rafforzando il coordinamento degli sforzi umanitari, lo sviluppo e il consolidamento della pace, la promozione dello Stato di diritto a livello nazionale e internazionale e la tutela dei diritti umani. Allo stesso modo, lavoreremo per far fronte alle migrazioni causate dalla povertà, l'instabilità, l'emarginazione, l'esclusione e la mancanza di sviluppo e di prospettive economiche, con particolare riguardo per le popolazioni più vulnerabili. Lavoreremo con i paesi di origine, al fine di sviluppare la capacità.)


Fra i 90 punti della Déclaration de New York pour les réfugiés et les migrants che chiuderà il summit in programma alle Nazioni Unite il prossimo lunedì 19 settembre 2016, questo n° 12 è l'unico punto nel quale si accenni vagamente alle "cause" delle migrazioni che muovono 244 milioni di persone da una parte all'altra del mondo (il dato, del 2015, è inserito nella premessa della stessa dichiarazione).
Nessun chiaro accenno alle guerre in corso né tantomeno alle ragioni all'origine della povertà drammatica di alcuni paesi di provenienza dei migranti, povertà a sua volta causa di problemi sanitari e di bassa o insufficiente scolarizzazione per molte persone in movimento dalle aree più miserabili del pianeta.

Invece, tutto un fitto dettagliatissimo programma per integrare, scolarizzare, migliorare le condizioni, punire i razzismi, rendere illegali le demonizzazioni, ecc. ecc. 
Fuffa, ma di quella minacciosa.
Come se le guerre si facessero da sole, come se la povertà fosse una condanna comminata da Dio fin dalla venuta sulla Terra solo ad alcuni che hanno la sventura di venire al mondo in determinati paesi mentre ad altri, che Dio evidentemente guarda più benigno fino a farli ricchi, bianchi e violenti per nascita, spesso tutte le cose insieme, visto che sia la guerra che la povertà hanno invece nomi, cognomi, colore della pelle e patria d'origine.

Essendo indubbiamente un'anima semplice, provo a risolvere in modo banale ma creativo il problema delle migrazioni tutte, visto che l'ONU pare non considerare proprio le 5 possibili direttive adottabili fin da subito per migliorare la vita dei migranti senza tante chiacchiere al vento:

1. imporre l'immediata cessazione di tutte le guerre in corso nel mondo (secondo dati di Global Peace Index riportati da Il Sussidiario, nel 2015 solo 10 paesi nel mondo non erano in guerra)

2. visto che sempre il Global Peace Index 2016 dice che la violenza nel mondo costa il 13,3 % del GDP (Gross Domestic Product) - corrispondente a 13, 6 trilioni di dollari (1 trilione equivale a 1 miliardo di miliardi, cifra con così tanti zeri che per capirla vi rimando allo schemino riportato in questa pagina), cioè a un costo di 1,876$ per ogni persona vivente del pianeta nel 2015, smettendo le guerre ecco che con la stessa spesa si può garantire una vita decente in patria a tutti gli umani del pianeta.

3. se le stesse cifre fossero investite per creare benessere per ogni singolo abitante della Terra, il problema dei migranti sarebbe risolto: se un nigeriano che in patria sopravvive con meno di 1 dollaro al mese (al mese, avete letto bene), disponesse di 1.876$ l'anno, magari emigrerebbe lo stesso, ma forse anche no, dato che la stessa cifra l'avrebbero i suoi fratelli, i suoi genitori, i suoi parenti tutti...

4. finito di migrare per fame e miseria, per guerre o per cambiamenti climatici (la maggior parte dei quali causati dal capitalismo e dalla sua follia), resterebbero solo migranti per cultura o per diletto, e sarebbe già un altro ragionare

5. se ogni paese del mondo rispettasse se stesso, la propria cultura e la propria ricchezza naturale, ai migranti per cultura o per diletto basterebbe chiedere un visto per il paese dove intendono recarsi e, se volessero poi anche trasferirsi a vivere lì, avendo un minimo di che vivere grazie a quei 1.876$ che si diceva, potrebbe trasferire i suoi diritti sul paese scelto rinunciando però a quelli in patria, che a me quelli che ne hanno 2 o 3, di patrie, non è che mi convincono molto: fai una scelta, voti nel paese scelto. Se poi decidi di tornare a casa, trasferisci di nuovo lì i tuoi diritti e torni a votare solo lì. Un individuo, un pacchetto di uguali diritti garantiti ovunque vada.

Ciò di cui non se ne può più è di pachidermi internazionali che sventolano dichiarazioni al solo scopo di innescare altre guerre, non meno costose: quelle per combattere i nuovi inevitabili razzismi odierni, tutti frutto di storture del pensiero e dei reali intenti; quelle contro le "demonizzazioni" dei migranti, contro le intolleranze verso i migranti, quelle volte a promuovere un'accoglienza forzata a migranti i quali, non fossero buttati fuori dai loro paesi a calci in culo da guerre e povertà che arricchiscono chi le guerre le genera e le feconda, sarebbero per lo più ben contenti di muoversi per il mondo con in tasca visti turistici e alloggiando per diletto in hotel dignitosi, anziché in campi di concentramento disumani.
E forse, se l'Onu anziché prepararsi a dichiarare guerra a chi protesta contro la violenza delle attuali forzate migrazioni, si attivasse per far finire davvero tutte le guerre e le povertà, magari riuscirebbe ad avere ancora un senso.
Cosa che, per come la vedo io, non ha più da ormai troppo tempo. 
Per essere credibile, quando si accinge a fare nuove Dichiarazioni per i rifugiati e i migranti che per buona parte sono una sua diretta responsabilità, avrebbe il dovere di smetterla di avere proprio corpi armati impegnati, vedi il caso, a supporto pacifico nelle zone di guerra (più di 3mila miliardi il costo stimato per questi corpi di "peacekeeping").

mercoledì 14 settembre 2016

Alieni in fuga

Mi ero svegliata bene stamattina, dopo un sogno di quelli che ti alzi e sei contento anche sapendo che i sogni finiscono all'alba. Peccato, era bello...
Poi un incontro programmato che mi ha letteralmente devastata: non mi è rimasta più la forza per niente.
Così mi sono detta: diamo un'occhiata che si dice in giro, tanto per fare qualcosa senza impegnarsi troppo.

1. Una 17enne viene violentata ubriaca nel bagno di una discoteca. Le amiche la filmano e buttano il video su Whatsapp. 
E' uno dei danni collaterali dell'essere giovani in tempi di social network: gli amici ti followano solo per farti un like che li faccia sentire in vita anche mentre ti scotennano viva. 
Se non gradisci l'attenzione, ti de-followano. E finisce lì, mica è vita vera.
Fioriscono commenti del tipo: chi lo dice che non era consensuale, se le amiche non sono intervenute forse è perché non assistevano a violenza, ecc. 
Dico solo una cosa: solo un ominicchio, un semi verme umano può far sesso con una ragazzina di 17 anni ubriaca. Un uomo con un po' di sale nella zucca trova il modo di farla riaccompagnare a casa, non le salta addosso "tanto è ubriaca..". Bestie!

2. Mattarella (il Presidente della Repubblica) ha dato una strigliata cattivissima all'ambasciatore Usa che ieri ha osato dire che se al referendum vince il No sarà l'Armagheddon. 
Intanto: il referendum, quando? Qui tutti impazzano sul tema ma una data, a metà settembre, ancora non c'é: sicuri che si farà? 
Comunque, "La sovranità è degli elettori", è stata la brutale picconata presidenziale. 
Gli elettori, commossi ringraziano e attendono che la mutua passi loro, senza ticket, un altro biberon di camomilla...

3. Due paratie del Mose, al test dell'opera disneyana che Venezia ha progettato e realizzato per porre rimedio al fenomeno dell'acqua alta, non si sono chiuse bene a causa di incostazioni di sabbia e pèoci (cozze). 
Fioriscono in coda alla notizia svariati suggerimenti su come risolvere il problema delle paratie difettose probabilmente risparmiando sui costi di manutenzione e forse guadagnandoci qualcosa. 
Si va dalla ricetta classica di aglio/olio e pèoci scampài (saltati in padella) alla proposta di dar licenza di bancarella lungo il molo, così da allestire piatti di pèoci nelle mille versioni conosciute: l'impepata di cozze, gli spaghetti alle cozze in bianco, cozze all'amatriciana (tutto ormai fa amatriciana), cozze saltate in padella con pachino, cozze gratinate al forno, cozze ripiene, tiella di cozze e patate, ecc. ecc.
Come cazzari siamo favolosi, diciamolo.
Poi siamo anche un paese che se màgna tutto: prima passano i pesci grossi, che se màgnano le risorse economiche pubbliche; poi, quando si arriva al fondale di sabbia, arrivano i cuochi sopraffini a raschiare la paratia selvaggia slurpando pèoci a sbafo.
Del paese, a forza de magnà, fra un po' rimarranno sabbia, cemento e asfalto. Il mare serve a tirar su petrolio, ce n'é giusto per un paio di estati e poi via, andare...

Nel libro finito un paio di giorni fa, Il ricordo di Lila, di tale Chimo non meglio identificato, un professore alcoolizzato in pensione sentenzia al bar: 
"Ma che avete mai da ridere voi giovani, con la vita di merda che vi aspetta?"
Un po' rude, concordo. E tuttavia preciso al millimetro.
Ormai non c'é giorno che si riesca a leggere una notizia senza rimanere impallati a metà fra il ridere e il piangere.
Arrabbiarsi no, davvero, non vale più la pena.

Pensa una notizia così (letta davvero): 
"Traporteremo la vita dalla Terra a nuovi mondi disabitati".
Ve lo immaginate il terrore del povero alieno fin qui vissuto benissimo senza terrestri tra i piedi?
Ovvio che non si faccia trovare nonostante boriose sonde spaziali e radiotelescopi del Seti: voi vivreste in un pianeta dove cazzari e magnoni minacciano di esportarvi in casa le loro idee sulla vita?
Meglio cercare pianeti lontani dalla portata di qualunque Seti o navicella spaziale umana: finchè si resta alieni, c'é speranza.
Extraterrestre, portami via...

sabato 3 settembre 2016

Infertility for all

Un mio commento postato su Cdc sul tema

Boh buh bah...
La denatalità, per come la vedo io, è l'unica rivoluzione radicale che stia riuscendo.
Anzi, bisognerebbe insistere, non fare figli scientificamente, con determinazione.
Se i figli sono considerati "il capitale umano" di un paese (quale poi? l'Italia, che è solo una dependance dell'Ue? del mondo globalizzato e tenuto sotto minaccia nucleare?), e se perfino mi si butta sotto al naso la necessità di importare braccia e uteri esteri per provvedere non al miglioramento generale della loro vita, ma solo al miglioramento generale dello stato del capitale, ma bisogna essere ben servi per darsi l'illusione che i figli sono ciò che bisogna fare per far contento lo stato padrone.
Padrone di vite, perché da queste si possono ricavare denari dalla nascita (e fin dalla gravidanza) alla morte.
Se la riproduzione consapevole (del mondo in cui si decide di figliare), diventa scelta contro quei figli, al di là delle ragioni scientifiche e ambientali, culturali e quel che volete, per cui non si figlia abbastanza, finirà (prima o poi).
Già l'ultima generazione ha davanti una qualità dell'esistenza che meglio sarebbe se anziché facendo Erasmus (e start-up) la investisse a studiare come dar fuoco ai parlamenti, che vita propone la ministra che sollecita alla riproduzione le donne confermando un'idea scientificamente economica della donna come gallina da uova (d'oro)?
Smettere proprio di farli, i figli. Almeno finché la prospettiva che si sarà in grado di offrir loro non sarà quella di poter vivere in un mondo dove la vita può essere quel passaggio sulla Terra che serve come percorso evolutivo spirituale, di conoscenza.
Stante ciò che invece è, ai solleciti del ministro a covare, tutte le donne dovrebbero risponderle con un sonora pernacchia collettiva, non star lì a produrre dotti saggi scientifici sulle ragioni per cui si è sterili.


Per dirla in sintesi: senza un mondo in cui valga la pena nascere, meglio per gli ovociti morire in utero.

venerdì 2 settembre 2016

Je ne suis pas Charlie Hebdo (mai stata, per essere precisi)

Vero, ma noi la mafia la esportiamo in tutto il mondo, così non è detto che non abbia costruito anche le vostre.
Chissà se sapere del rischio che correte vi farà ancora ridere, specie di deficenti prezzolati... 

(Se questa a voi pare sia satira, a me pare sia solo l'esito di troppa coca, molta stupidità e finanziamenti di molto dubbia provenienza offerti per pubblicare stronzate)