giovedì 12 gennaio 2017

Pacho: una delle tante odierne condanne autoeseguite

Questa mattina, sabato 7 gennaio 2017, Pacho, un compagno argentino esule politico in Italia dalla fine degli anni 70, ha deciso di morire sparandosi un colpo di pistola nella sua abitazione nel centro di Brescia.

Eduardo “Pacho” Della Giovanna, nato in Argentina nel 1951, è stato militante, fino al suo scioglimento, dell’organizzazione guerrigliera marxista PRT-ERP in Argentina, Spagna, Messico e Italia.
Fino al 1973 il PRT-ERP era la sezione argentina della IV Internazionale. In quell’anno ci fu la scissione tra l’ala più “ortodossa” (che diventerà il PST) e quella più “guevarista” (che manterrà il nome di PRT-ERP) guidata da Mario Roberto Santucho (assassinato dalla dittatura tre anni più tardi). Pacho apparteneva a quest’ultima corrente.
Esiliato dalla dittatura si stabilì a Brescia alla fine degli anni ‘ 70 e si impegnò in attività di solidarietà con i popoli latinoamericani. In particolare lo si ricorda, accanto a Guido Puletti e ad altri esuli latinoamericani, nella campagna per il boicottaggio dei mondiali d’Argentina del ’78 e nella lotta contro l’installazione dei missili Pershing e Cruise, nel 1981, in Italia. Fu poi presidente di Apasci (Associazione per la pace, la solidarietà e la cooperazione internazionale). Sempre attento alla situazione politica internazionale, Pacho ha partecipato nel corso di questi ultimi anni a iniziative e manifestazioni organizzate dalla sinistra a Brescia.
Prima di spararsi,  Pacho ha inviato, alle ore 6,14 di sabato 7 gennaio 2017, una mail in spagnolo a Radio onda d’urto e ad alcuni altri amici e amiche. Un testo denso di dignità e allo stesso tempo un amaro grido di accusa verso il sistema capitalistico, inumano e feroce.

ALL’AUTORITA’ LEGALE CHE CORRISPONDA:
Un giorno  (veramente oggi è 07 Gennaio 2017), incominciai a scrivere quello che penso e da qualche maniera  vivo da tanto tempo, anni per essere sincero (e farò il tentativo di spiegarlo, provando ad essere sintetico).
Mi permetto, per evitare interpretazione equivoche, di farlo nella mia madrelingua, dove meglio posso  raccontarvi le mie ragioni, anche se non è facile in queste circostanze.
Vi chiedo di trovare un interprete o traduttore. Grazie.
Io, Eduardo Dellagiovanna (più conosciuto con il soprannome “Pacho” dagli amici) sto per compiere 66 anni (il 30/01/2017); dal Gennaio 2015 tra ferie, permessi retribuiti, cassa Integrazione etc. non sto più lavorando. Impossibile proseguire con le collaborazioni esterne (personalmente “collaboratore della Provincia di Brescia nel settore Trasporto pubblico” tramite Cooperativa Sociale, per la legislazione e i tagli di bilancio politici, per tanto disoccupato “ufficiale” dal Giugno 2015 e riscuoto un sussidio di disoccupazione (INPS-Naspi) che terminerà ad Aprile o Giugno del 2017 non lo so esattamente (oggi non mi interessa più); quindi dopo oltre 34 anni di contributi pensionistici allo stato italiano, con le nuove disposizioni legali in materia (grazie sig.ra Fornero!), io resterei 18 mesi senza la possibilità economica di sopravvivere, dato che non avrei entrate fino al momento in cui la legge mi permetterebbe di percepire una pensione.
La mia possibilità reale di poter trovare un’occupazione oggi in Italia, per “arrivare all’età del pensionamento” è così poco probabile come vincere una lotteria senza possedere il numero vincente.
L’ultimo sussidio che ho ricevuto (il 14/12/2016) è stato di 599,00 euro; come potrete immaginare, è totalmente insufficiente. Quando iniziai a riceverlo era di 880 euro (anche se il mio stipendio sfiorava i 1.300 mensili e già mi costava arrivare alla fine del mese, però pagavo tutte le fatture).
Ho letto su Facebook (non so se sia vero) dichiarazioni di un ministro Italiano che con 350,99 euro si può vivere dignitosamente, lo stesso che dichiarò che i giovani andassero all’estero (questo è verità perchè ha ritrattato pubblicamente), senza commenti…., in tal caso provi lui, che mi risulta incassi qualcosa come 10.000 euro mensili, a spiegarmi come faccio io a pagare 380,00 euro di affitto più luce, gas, acqua, telefono, prestito bancario -180,00 mensile- e mangiare per sopravvivere?, gran sorete…mi piacerebbe pubblicare le mie riflessioni-condizioni di vita (per lo meno queste che condivido con milioni di persone in questo paese e nel mondo) ma credo che mi censurerebbero su Facebook; soltanto per vedere quanti “likes” riceverei…e, naturalmente, che mi risponda anche se io non potrò leggere (la sua risposta) perchè per me sarà “time over”…  
Se a questa situazione aggiungo il mio stato fisico (la cardiopatia e il tumore alla corda vocale) il mio stato psicologico; la mia separazione e posteriore divorzio nel 1997 (?) la mia lenta ma certa dipendenza dall’alcohol (vino per essere chiaro e al tabacco 25/30 sigarette al giorno) la malattia della mia compagna nel 2006 che è terminata con la sua morte quando aveva compiuto 44 anni di vita (2009), l’infarto risolto con 3 by-pass nel 2010; il suicidio della mia seconda ex-moglie in quello stesso anno, il tumore e operazione del carcinoma nella mia corda vocale nel 2013, la disoccupazione…. credo che la conclusione (mi riferisco alla mia azione) era e sarà evidente, l’unica possibile. Forse l’ho cercata con altri mezzi ma è un cammino molto lento per le mie necessità attuali.
Dopo tutto, cosa mi resta?, che io perda amici stretti e sinceri?; ho perso la mia autostima e ciò ha provocato che il mio istinto di sopravvivenza (eros, crolli davanti al mio thanatos), di conservazione scarseggi; quando mi sveglio, ciò che mi spinge ad alzarmi è la mia vescica piena…e l’appetito dei miei gatti.
Psicologicamente, la mancanza di soluzioni possibili e/o reali mi angoscia e deprime. Ha chiamato la mia banca (o la finanziaria) perchè devo due rate del prestito (saranno 3 il 27/01/2017), le bollette che mi arrivano e confesso, non sono cifre esose (chissà per un politico o un occupato sia differente, ma per me 1.000 o 1.00.000 fa lo stesso: qualunque cifra NON POSSO PAGARLA). Semplicemente perchè non l’ho.
Perdonate l’analisi superficiale e ripetitiva del sistema e cause… ma in questo ultimo momento ragiono con i gomiti.
Non ho più voglia di vivere nè incentivi per farlo;la questione sta peggiorando non da giorno a giorno, ma da ora in ora.
Dovrei faremi una visita medica oculistica (è dieci anni che non lo faccio, vedo malissimo!) ma; non ho denaro.
Dovrei consultare un dentista (ho vari elementi in auto-espulsione per non parlare dell’igiene dentale) ma; non ho denaro.
Dovrei rinnovare il mio porto d’armi, il passaporto, il vestiario, etc. non ho denaro.
Le fatture già arrivate che dovrei cancellare a Gennaio 2017 (per non parlare di quelle scadute) ma; non ho denaro per saldarle..
Questa è la mia vita oggi in un paese “democratico” (con una costituzione bellissima e disapplicata) dove un parlamentare (destra-centro-sinistra?) -in 1 mese guadagna quanto io non guadagno in 1 anno (ll NASPI non contempla neppure una tredicesima!) e la sopportazione di questa realtà, situazione (non solo in Italia) diventa per mè troppo pesante. Politiche e sistema di governo decidono come devo morire, se di fame o di debiti; mi hanno tolto l’illusione che la vita anche se difficile è bella; non sopravvivo con il sorriso di un bambino o la bellezza di un tramonto/albeggiare; questo sistema mi impone che se non pago e/o non produco, non servo, per tanto scompaio.
Confesso, non mi hanno vinto i militari argentini, ma adesso non ne posso più. Ho sottostimato il nemico (sistema), non lo credevo, non lo immaginavo tanto inumano e feroce ( como direbbe Galeano). In ogni modo non rinnego assolutamente tutta la mia vita militante in Sudamerica. In Italia ho militato per anni in solidarietà e cooperazione internazionale, ho conosciuto la generosità umana di tanti italiani e non solo, ma generosità reale.
Devo chiedere “aiuto” al municipio?, non credo che sia corretto, la mia esperienza di vita per dirlo in qualche maniera (capitemi, non è un momento in cui penso serenamente per esprimere idee e sentimenti): credo che corretto sia che ciò che mangio e consumo, devo guadagnarmelo!.
Possibilità attuali in Italia nella mia situazione di guadagnarmelo: nessuna!!!
Mi dispiace per quegli amici sinceri che mi circondano; non li nomino per timore a non menzionarli tutti e anche alla proprietaria di questa casa, la dottoressa A.V. alla quale devo 7 mesi di affitto non saldato, realmente non se lo merita ma non sono in condizioni di pagare, semplicemente non ho il denaro nè possibilità di averlo.
Chiedo, (neppure so a chi farlo) immagino ai Servizi Sociali del Municipio della Città di Brescia dove vivo e risiedo, dato che sono indigente e non ho familiari in Italia, di essere cremato nel modo più laico, semplice e rapido possibile, al tempo stesso ripeto, mi piacerebbe che i miei gatti non siano sacrificati.
Nessuno mi ha suggerito questa soluzione; è il sistema vigente e la mia impotenza che mi produce ciò che mi porta a prendere questa mia decisione, l’unica possibile. Questo è tutto, sicuramente i miei amici si incaricheranno di dare comunicazione ai miei parenti che ancora ho in Argentina.
Chiedo a tutti, sinceramente scusa per i problemi reali e burocratici che credo (polizia, pompieri, amici destinatari di questo messaggio, etc.)
Dovranno entrare dalla via e utilizzare qualcosa per tagliare la catenella di sicurezza della porta d’ingresso (1° piano, porta a destra -vetri e sbarre, unica), la seconda possibilità è dalla via, la finestra grande all’altezza del balcone del mio vicino che lascerò aperta. Non voglio lasciare un arma alla mercè di qualunque persona che entri nel mio domicilio. Nella cassaforte (aperta, troverete le munizioni).
 (Ricordatevi della mia richiesta per i miei meravigliosi gatti anche se sarà difficile e soprattutto che non li separino dopo 10 anni di vita in comune tra di loro ).
Eduardo (Pacho) Dellagiovanna. – Vicolo del Moro, 15 – primo piano – Città di Brescia (Centro Storico). Per aprire il portone d’ingresso dalla via, dovrete disturbare qualche vicino.
P.S. 1.: Ieri mi ha chiamato la banca: per il 27/12 avrei dovuto pagare 360,00 euro e, è arrivata la fattura dell’energia elettrica e del gas: 108 e qualcosa euro…non li ho.
 Mi restano (oggi 06/01/2017) sul mio C/C meno di 1,85 cent di euro e nel portafoglio niente, ho potuto fumare grazie alla generosità di Elizabetta ieri, al pranzo di Beppe e 50,00 euro che mi ha lasciato Gigio la settimana scorsa….più i pranzi pagati da Livio.
Come si potrà apprezzare, non ho scritto questo in un solo giorno, è quasi come un diario.
Termino con un haiku del meraviglioso scrittore uruguaiano Mario Benedetti:
Dopo tutto
la morte è solo un sintomo,
del fatto che ci è stata una vita…
P.S.2: Chiedo scusa per lo stato della casa (pulizia, ordine, etc.), como immaginerete, è da tempo ciò che meno mi preoccupa.
Condividete questo ultimo messaggio (se volete) con chi considerate gli possa interessare o cancellatelo.
Ancora grazie e chau a tutti. Oggi 07/01/2017. . .
Pacho.
Per favore, chi riceva questo comunicato che informi la/le  autorità pertinenti, non è uno scherzo.
pacho. 

L’omaggio al compagno Pacho
Da oggi pomeriggio (mercoledì 11 gennaio) è possibile salutare Pacho presso la Casa del Commiato in via Bargnani, 25 (Fermata Metro S. Eufemia) a Brescia dalle ore 8 alle ore 19 orario continuato. L’ultimo addio verrà dato nello stesso luogo venerdì 13 gennaio alle ore 16.00 indi proseguirà per il Tempio crematorio di Brescia.
Per coprire le spese per il funerale è stata aperta una sottoscrizione, si può contribuire con bonifico sul conto corrente Iban IT 44 P O5216 11201 000000094408.
Bic Swift BPCVIT2S
Causale:Funerale Pacho


Ripreso da Tlaxcala

sabato 7 gennaio 2017

Un anno partito male

Il 1° Gennaio 2017, verso le 3 del pomeriggio, tentavo invano di aprire la porta di casa rientrando dopo qualche giorno di vacanza.
Non si voleva aprire perché risultava inserito il blocco di sicurezza che si aziona dall'interno (quello che sostituisce la vecchia catenella, avete presente?).
E' una sensazione strana tornare a casa dopo che sono passati i ladri, si ha come un senso di straniamento, quasi che la mente non volesse accettare il cambio di panorama in ambienti che ci sono familiari: sottosopra cassetti, armadi, perfino l'anta dove tengo le scope e l'aspirapolvere era stata aperta e sondata.
La tapparella della porta finestra che da sul terrazzo sollevata di circa 50cm, la porta finestra semi divelta e pencolante sul tirante che serve per aprirla a ribaltina in alto.
Sono scoppiata a piangere come un'infanta cui abbiano sottratto la marmellata proprio mentre se la stava portando alla bocca: rientro senza home sweet home.
Scendeva in quel momento una vicina, per fortuna, così ho ricevuto un po' di consolazione mentre chiamavo i carabinieri.
Non hanno rubato che una vecchia Aurora che avevo lasciato sul tavolo uscendo, incerta se portarla con me o lasciarla a casa (temevo di perderla se la portavo con me, così mi sento beffata dalle mie incertezze).
Per il resto, choc a parte, non è stato rubato niente: anche li avessi, e non li ho, quale ladro è così pollo da pensare che se si possiedono gioielli o contanti li si lascia a casa?
Eppure, i ladri polli ti lasciano comunque danni, tanto mica pagano loro.
Mi dicono che sono convinti che gli italiani siano davvero degli idioti: tanto loro, anche se li prendono, massimo 48 ore e sono fuori, così che pure i carabinieri si dicono parecchio frustrati di non riuscire a fare altro che rilievi e denuncie, che riempiono archivi senza che cambi nulla nell'attività di ladri che si divertono a pigliarci per i fondelli.
Mi confermavano che si tratta quasi sempre di gente dell'est Europa che se ne frega se anche qualcuno li vede entrare (abito fronte strada, cioè in bella vista): entrano, buttano per aria per cercare nel giro di pochi minuti anche cose di poco valore, purché piazzabili su ebay per pochi euro (la mia Aurora frutterà loro, se va bene, un 60€ al massimo; le mie porte da riparare, ammesso che riesca a trovare qualcuno che ripari porte finestra in Pvc, che pare non ripari nessuno, mi costerà molto ma molto di più).
Mi era già successo, qualche anno fa, di subire un furto in casa (allora il bottino fu più consistente, e dopo di allora non mi è rimasto più nulla di valore: non potrebbero almeno passarsi parola così non ripassano dove hanno già fatto piazza pulita?). 
L'inizio di questo 2017 rimarrà così scolpito nella mia memoria come un momento di smarrimento, con una sensazione di spaesamento che però già dopo poche ore ho archiviato in fondo ai cassetti della mia mente dicendomi che solo una cosa puoi fare, se ti succede: ripulire casa, risistemare armadi e cassetti, fare qualche lavatrice supplementare, farti un caffè e andare avanti senza pensarci più.
Tanto, a che serve?
Impotenti di fronte a ogni ingiustizia per via dell'incertezza della pena, non c'é praticamente reato che venga punito così che l'adeguata pena faccia da deterrente.
Tempo fa, una conoscente rumena, mi diceva che da loro se un ladro viene beccato finisce in galera per anni e in più ne prende di santa ragione dalla polizia, così che gli passa la voglia.
Poi, una volta rimessi in libertà, vengono tutti in Italia, a divertirsi senza farsi passare la voglia, tanto siamo un paese così idiota che se una notte senti dei ladri entrare nel tuo negozio-tabaccheria, e scendi armato perché temi non solo per la merce che ti stanno rubando ma anche per l'incolumità della tua famiglia che dorme al piano di sopra, e se nella collutazione ti capita di sparare a un giovane delinquente che di lavoro svaligia tabaccherie di notte, trovi prontamente un giudice che oltre al danno subito ti infligge la beffa, riconoscendo alla madre e alla sorella del giovane un congruo indennizzo calcolato sul reddito che la vita stroncata gli ha impedito di produrre in altri 30/40 anni di furto con scasso.
Possiamo lamentarci? 
No: questo paese è governato da boys scout e madonnine educate al perdono senza penitenza, alla bontà di cuore a sproposito.
Da noi chiunque può arrivare da dovunque, fare qualunque cosa, raccontare qualunque balla sicuro di essere creduto, salvato e finanziato.
Noi, chi siamo mai per giudicare il nostro prossimo?
Se i ladri di taglia li premiamo con una cadrega nell'emiciclo, quelli di polli vorrai mica che li puniamo con almeno una ventina di frustate, vero?
Avanti popolo, e Buon Anno (se queste son le premesse, prima della fine mi troverò a dover vivere con le grate alle finestre, cioè in prigione per scongiurare l'assalto dei ladri, che vanno salvati e, nel caso, risarciti...).

mercoledì 4 gennaio 2017

La Costituzione

Parte I
Diritti e doveri dei cittadini
Titolo III
Rapporti economici

Articolo 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso  sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Ringrazio il commentatore anonimo che oggi alle h. 6.10 lasciava il seguente commento in calce al post "Le solite domande" di qualche giorno fa:

"...l'importante é che ci si dimentichi dell'art 1 della costituzione, per non parlare del 36, che é, quello, roba per palati fini." 

Qualcuno mi sa argomentare come mai la Corte Costituzionale non ha respinto il Jobs Act, che oltre a precarizzare in via definitiva il lavoro (e quindi il reddito), azzera nei fatti il diritto a una retribuzione che assicuri al lavoratore un'esistenza libera e dignitosa
Come sia stato possibile varare una legge sul lavoro senza corredarla (almeno), di un collegato che stabilisca una paga oraria minima obbligatoria, così da garantire quella proporzionalità fra lavoro e vita dignitosa per sé e per la propria famiglia a chiunque dipenda per la propria sopravvivenza da un reddito da lavoro?
Come è stato possibile varare una legge, in totale contraddizione con quell'art. 36 della Costituzione, senza che nessun Presidente della Repubblica, in quanto garante della Costituzione, la respingesse anziché firmarla? 
Mi colpisce molto quel "libera e dignitosa". 
Come può oggi un lavoratore dirsi libero con paghette da 8/900€ al mese (quando va bene)? E può una retribuzione totalmente inadeguata al corrente costo della vita (costo affitti, utenze, cibo, sanità pubblica allo sfacelo...), consentire una vita dignitosa quando sappiamo che poveri sono oggi è anche coloro che hanno un lavoro?

Possiamo considerare degni della carica che rivestono organi costituzionali che, da anni e con una continuità imbarazzante da difendere, hanno partecipato al ribaltamento nei fatti della "Costituzione più bella del mondo"?
Mi ricordava tempo fa un amico che di leggi se ne intende, che le Costituzioni le cambiano i golpe o le rivoluzioni.
Un paese addormentato con narrazioni artefatte della realtà e sedato dalla paura inoculata a regolari dosi di costanti minacce costruite ad arte, è riuscito a farsi trascinare indietro al tempo dell'assenza di diritti senza battere ciglio (e senza diritti, non esiste alcuna "civiltà", per come la vedo io).
E oggi, che pian piano (e grazie a internet) qualche sintomo di risveglio mette in discussione la narrazione ufficiale, spuntano accuse al web di fake news, di post verità, di regolamentazione della rete da parte di "organismi terzi" decisi ovviamente proprio dalle istituzioni, che quindi a quelle rispondono.
Orwell ci fa un baffo, siamo già oltre alla negazione dei fatti perché sotto minaccia di tortura psicologica, alla Winston Smith. 
Trascinati giorno dopo giorno, millimetro dopo millimetro, dentro al pentalone fumante, siamo ormai rane quasi definitivamente bollite e già pronte per essere servite nude e rattrappite sul vorace piatto del capitale.
O saltiamo fuori subito dal pentolone (poi penseremo a guarirci dalle feroci scottature), o non arriveremo vivi alla fine del 2017.
Buon Anno a ognuno di una sana ribellione singola, puntigliosa e determinata. 

sabato 31 dicembre 2016

Lenticchie e cotechino

Cotechino e lenticchie prima dell'avvento dei cuochi superstar
Ciò che più irrita in queste ore che precedono il rito del cenone di Capodanno è realizzare come, anche in questo campo, il furto del pane dei ricchi, rispetto alla necessaria e quindi autentica fame dei riti culinari plebei, abbia trovato anche qui il modo di fregarli.
Cotechino e lenticchie sono per definizione cibo povero: il primo veniva (e viene ancora) realizzato con residui di lavorazione del maiale non altrimenti utilizzabili: cotenne, scarti del taglio delle carni e nervetti, il tutto infilato in un budello del maiale stesso.
Le lenticchie, così come i mille tipi di fagioli e i ceci, ecc., erano il pasto che garantiva nutrimento ai poveri (ma spesso non ai poverissimi) negli antichi inverni privi di frigoriferi.
Ora, negli anni dei cuochi superstar e del riciclo alimentare come assoluzione dell’anima senza fame fighetta, cotechini e lenticchie vanno via di firme e di costi conseguenti.
Come a dire che in tempi di nuovi poveri dalle tavole parche per necessità, i ricchi sfottono i poveri appropriandosi anche dei loro abituali scarti nobilitandoli e facendone prelibatezze gourmet , così da essere inaccessibili a quei poveri che da sempre se ne sono nutriti. 

Poveri a cui hanno prima rubato il maiale dalla stalla; poi, sbattendolo in fabbrica a illuderlo di una emancipazione sociale a base di proprie case pagate con mutui e indebitamenti finiti di saldare giusto ieri (parlo di quella generazione che i campi e le stalle ancora le ricordano abitate da nonni e zii).
Oggi, arrivando a rubandogli dal piatto anche quei cotechini e quelle lenticchie che i poveri di oggi, avessero nonni e zii ancora le vecchie stalle, potrebbero sfamare senza dover ricorrere alle pietose mense dove, chef stellati e idolatrati, giocano a sfornare come prelibatezze servendo quei cotechini come ostie sconsacrate in fettine invisibili che nessuno di loro, vuoi per ragioni vegan-etiche, vuoi per ragioni neo-miserabili, può più permettersi di portare in tavola.
L'idea di cotechino e lenticchie dello chef superstar Massimo Bottura

martedì 20 dicembre 2016

Le solite banali domande

Naturalmente non ho idea di come funzioni a Berlino, so che in Italia i mercatini natalizi si tengono in zone pedonali dove il traffico è spesso vietato perfino alle biciclette.
Quindi, prima ancora di chiedersi se si tratta o no di un attentato, non sarebbe il caso di chiedersi come fa un Tir a entrare in una zona di "mercatini natalizi e shopping"?
Nessuno a vigilare l'entrata della zona per fermare eventuali mezzi (anche non terroristici) che dovessero perdersi nel traffico berlinese?
I Tir, poi, di norma non entrano in città: trasportando materiali destinati a industrie e depositi,  circolano nelle zone periferiche, nelle tangenziali, nelle zone industriali, artigianali, produttive.
Come è possibile che nessuno veda un Tir aggirarsi per il centro cittadino senza allarmarsi e allarmare dei vigili, qualche stazione di polizia urbana, qualche stazione di vigili del fuoco, qualche muscoloso vigilantes privato?
Poi, a quel che mi raccontano, la Germania è molto attenta all'ecologia, così mi riesce difficile credere che consenta a Tir super-inquinanti di girovagare per il centro mollando tanfosissimi gas di scarico nella zona dello shopping dove di norma si gira a piedi.
In Italia, le zone pedonali o a traffico limitato, vengono protette con aiuole, pesanti paracarri, fioriere a restringimento della carreggiata, così che nemmeno il turista che si è perso abbia modo di entrare per sbaglio in una zona dedicata allo shopping.
In Germania riesce invece a entrarci addirittura un Tir, senza che nessuno se ne accorga prima che sia troppo tardi?
Cioè, ci ammorbano lo spirito disseminandp telecamere ogni 500mt anche in strade di campagna, ma nessuno si accorge che un Tir si sta inoltrando in centro città?

Questione gps: leggo che il titolare polacco proprietario del camion avrebbe perso il segnale del gps di bordo già dalle 16. 
Possibile che questo si perda un Tir senza attivare un allarme? 
Il Tir stava trasportando acciaio che avrebbe dovuto scaricare oggi alla Tyssen di Berlino: e la Tyssen non viene allertata della scomparsa del segnale Gps satellitare del Tir sul quale viaggiava un carico che immagino abbia un consistente valore economico per la Tyssen?
I Gps di bordo dei trasporti sono ormai congegni raffinatissimi il cui scopo è non solo quello di seguire la merce trasportata e di scongiurarne eventuali furti, ma di monitorare i camion stessi, il cui valore economico per un'azienda di trasporti è decisivo per la sua stessa sopravvivenza.
Qui abbiamo un Tir partito dall'Italia che arriva a Berlino a mezzogiorno di ieri per fare una consegna di acciaio nella mattinata di oggi. 
Alle 16 sparisce il segnale del Gps satellitare del camion, e a nessuno che venga in mente di verificare un allarme elettronico per assicurarsi che Tir e acciaio siano salvi? La Tyssen non era stata allertata del rischio di aver perso il carico? Il titolare del Tir non era preoccupato di aver perso il mezzo?
Fra le 16 e le 19.45, momento in cui il Tir piomba sul mercatino passano quasi 4 ore: dove si trovava il Tir nel frattempo? Nessuno che lo veda partire dal punto in cui arriva e si mette in sosta alle 12, e arrivare tutto lungo il tragitto fino alla zona dello shopping dove on dovrebbe entrare nemmeno una lambretta?

"Ma era stato disattivato il gps..."
Come si diceva, oggi il sistema di monitoraggio dei mezzi adibiti al trasporto è sofisticatissimo, e ho qualche dubbio sul fatto che sia così facile disattivare il Gps: di solito, la sim che trasponda il segnale, a quel che ne so, non è inserita sul cruscotto di bordo, ma mi pare (vado a memoria) sia invece collocata invece in un'area molto vicina all'antenna, che di solito sta sopra il tetto del camion. 
Il segnale Gps della sim poi, come mi insegnava l'inventore del Twinkle, si interrompe se si rompe il gps, d'accordo; ma quand'anche uno riuscisse a staccarne i collegamenti dal quadro comandi, la sim continua a emettere il segnale fino a che non viene danneggiata la sim stessa.
Come ha fatto il "richiedente asilo afghano o forse pakistano", a staccare la sim per possibilmente maciullarla, senza che né il titolare polacco del camion né la Tyssen che aspettava il carico di acciaio, siano (per ben 3h45') entrati in modalità allarme perdita mezzo allertando polizia e vigili urbani di Berlino?
Mi ponevo le stesse domande quando è successo a Nizza: serata di festa e nessuno che controlli e blocchi il traffico sulla Promenade dove è in corso una manifestazione piena di gente. Come ha fatto allora quel "terrorista" a compiere tutte le azioni che consentono di rubare un camion, guidarlo per strade cittadine senza dare ne'll'occhio e senza che chi ne subiva il furto abbia lanciato un minimo allarme di furto mezzo?
Banali se volete, ma sono domande base alle quali fin qui nessuno ha mai dato una risposta.
Con lacune così, capirete che mi riesce difficile perfino seguire le teorie complottiste, figuriamoci quelle terroristiche.
Come sempre so che i morti sono veri, mentre ogni altra cosa mi rimane nebulosa al punto da non aver nemmeno voglia di seguire queste ormai continue news on terror. Terroristiche di per sé, al di là dei morti reali e della fuffa nella quale vengono avvolti.