sabato 13 settembre 2014

Europa: sempre più in basso

Uno scivolone dalle stelle alla stalle senza fine: da moglie di Zeus a barbuta drag queen. 

Notare il tipico sandalo feticcio a zeppa, ovviamente trés chic solo se rosso e iperbrillantinato, e il playback totalmente fuori sincrono ma non importa: importano i primi piani sulla carnosa bocca e gli stacchi sulle chicchissime gambe a stecco, rigorosamente inguainate in leggings finta pelle.
Io avrei messo anche un collarino con borchie ma non si può avere tutto, you know...

lunedì 8 settembre 2014

Hot Stuff...

Guardo questa (ennesima) esibizione di sinistra in maniche di camicia...
...e mi chiedo se il coreografo del Pd li ha vestiti uguali sperando di chiudere con l'esibizione dei fab-five in un Hot Stuff streap simil-operaio alla Full Monty...


venerdì 5 settembre 2014

Ave marija...

Capita ogni tanto di provare a immaginare in quali attività più umanamente utili potrebbe essere impiegato l'esercito, no?
Eccone una insospettabile fino a ieri: destinarlo alla coltivazione della marijuana!
Ma è solo a scopo terapeutico, preciserete voi.
E a quale altro uso è mai stata destinata, la marijuana?
Già ai tempi di Platoon ci era noto l'uso delle canne da parte dei soldati americani per "guarire" dallo stress dopo aver sganciato qualche quintale di agente Orange sulla giungla vietnamita, no?
Forse che ancora oggi non ne fanno uso a scopo miorilassante i soldati impegnati a sganciare qualche missile all'uranio impoverito in Afghanistan o fra un'incursione in Siria e una più trendy in Ucraina?
Anche i ragazzini si fanno le canne, sì.
C'è forse qualcuno che abbia più di loro bisogno di guarire da questo mondo bastardo che gli sventola sotto al naso ogni anno l'ultimo iPhone delle meraviglie senza mai dar loro anche un bazooka per andarselo a prendere gratis, invece che inchiappettarsi da soli con un mutuo? Sono idioti? Sì, come lo siamo ormai un po' tutti, stando alle ultime ricerche scientifiche cui tendo a dare credito, visto come siamo messi.
In ogni caso, tutto avrei potuto pensare nella vita, tranne che un giorno avrei letto la notizia che l'esercito produrrà in esclusiva farmaci derivati dai cannabinoidi.
Cioè, incasseranno i proventi derivanti dalla produzione e commercio di quella che, fuori dai laboratori dell'esercito, è considerata una droga il cui possesso e il cui commercio viene ancora punito con il carcere.
Come a stabilire che se ti vuoi drogare, cioè vuoi darti tregua per un paio d'ore dal mondo dei bastardi che ti circonda, hai solo una strada per farlo legalmente: o far ingrassare l'industria farmaceutica che ti passa, al costo di un ticket, una scelta svariatissima di antidepressivi, ansiolici, ipnotici, miorilassanti, antidolorifici.
Oppure far salire le quotazioni l'industria militare (Esercito Spa?), che ha l'esclusiva per l'unica droga naturale che ti è impedito di coltivarti sul terrazzino così che i fatturati di mafia ed esercito siano protetti dalla concorrenza domestica (a quando la criminalizzazione del moscatello e del caffè?).
Nemmeno dal punto di vista imprenditoriale tiene, 'sta cosa: dov'è finito in questo mondo di incassi garantiti per decreto, il famoso "rischio d'impresa"?
Di rischi, oggi, rimangono solo quelli dei miserabili di non avere più nemmeno una mutua che gli garantisca il metadone se sono in scimmia o quello di godere di eccessiva salute, così che nada de nada, zero "palliativi", finendo in entrambi i casi (i miserabili), esclusi dall'unico modo, da oggi legalmente consentito, per dimenticarsi del dolore: passare nel negozio della mafia o a quello dello Stato per comprarsi una dose.
Ops! Ho scritto o mafia o Stato?
Una svista, non fateci caso: è un mondo alla rovescia, come sapete, e non è così semplice guardarlo dal verso giusto quando non si capisce più quale sia, il verso giusto.

P.S.  Si chiede la Ministro Lorenzin: "...Che esempio diamo ai nostri ragazzi se chiunque può starsene tranquillo a fumarsi uno spinello?”.
E' un'ottima domanda, alla quale però si da da sola un'incredibile risposta poche righe più sopra: "...distinguere tra “un approccio laico e asettico sul tema e i soliti discorsi che sfociano nella questione liberalizzazione”.

Laico proprio no, a meno di voler pensare che l'esercito non sia di per sè un atto di fede (fede allo stipendio o alla patria poco importa ma tanto basta).
Asettico tanto meno, visto che i cannabinoidi rimangono cannabinoidi chiunque li produca o li venda, e il loro effetto sui conti di chi lo vende (o sulla psiche di chi li usa), rimane lo stesso sia che a produrre marijuana sia il privato cittadino, la mafia o l'esercito.
L'unica differenza significativa, rispetto alla liberalizzazione, che azzererebbe il problema, è non tanto il destino ufficiale dei cannabinoidi coltivati e prodotti dall'esercito (palliativo del dolore), quanto quello del destino degli introiti che derivano dal loro commercio. 
Ci saranno quei soldi per la Difesa per i maggiori investimenti in armi chiesti con da oltre Atlantico?

venerdì 29 agosto 2014

La Laguna non è un sito naturale da tutelare...


Da ItaliachiamaItalia: "La laguna non è un sito naturale da tutelare. I dogi veneziani per sviluppare il porto deviarono il corso di quattro fiumi", "tutto quello che Venezia è stata ed è tuttora, è stato costruito sul mare. La laguna è sempre stata adattata con sapienza per difendere la fonte principale della sua potenza: il porto. Oggi abbiamo un'occasione storica: ritornare a mediare tra Occidente e Oriente costruendo un grande porto per l'Alto Adriatico. I crocieristi sono solo una piccola parte del progetto". Lo afferma Paolo Costa, presidente dell'Autorità portuale di Venezia, in una intervista al settimanale Sette del Corriere della Sera..."
La Laguna e Venezia sono state inserite nel 1987 nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO.

Dato che cosa sia la Laguna lo sa meglio di me, più che ai "dogi...deviarono il corso di quattro fiumi", il presidente Paolo Costa dovrebbe ricordare quelli che negli ultimi anni della Repubblica allungavano per mesi il Carnevale, che già allora portava a Venezia una gran massa di turisti, allo scopo di favorire gli affari di "...locandieri e osti, albergatori e caffettieri, gondolieri e servitori di piazza, e negozianti, e sarti, e fabbricanti di maschere...(*) dimenticandosi della propria flotta navale, abbandonata in rada a Corfù con poche risorse.
Poi arrivò il momento in cui la flotta sarebbe servita efficiente e in armi, e fu troppo tardi.

(*) cit. da La Repubblica del Leone - di Alvise Zorzi - Bompiani 2001/2013